Afrodite Sosandra
Autore
Calamide
Nella collezione archeologica dell’Università di Pavia è conservata una delle sole otto copie romane note, di dimensioni non ridotte, della testa dell’Afrodite Sosandra, opera dello scultore Calamide (ca. 460 a.C.) che si trovava nei Propilei dell’Acropoli di Atene, come ricordano Pausania (I, 23, 2) e Luciano (Im. 4, 6; Dial.Mer. 3,2). La statua bronzea originale, ovviamente intera, rappresentava un’Afrodite ausiliatrice, “che salva gli uomini” (sosandra, appunto): solenne figura femminile tutta avvolta da un mantello di stoffa pesante, offriva uno dei più alti esempi di quello che è stato definito “panneggio architettonico”. Il tipo statuario intero ci è noto da un buon numero di copie, tra cui quella celebre da Baia, riprodotta qui nel Museo su un pannello fotografico a grandezza naturale, collocato accanto alla testa marmorea. La copia di Pavia, datata nel II sec. d.C., per la sua altissima qualità è stata spesso citata in letteratura, ma una sua piena valorizzazione stilistica è relativamente recente e si deve a uno studio di Cesare Saletti del 1999, che ne sottolineava “pur nel perfetto impianto simmetrico e nel rigoroso gioco delle ondulazioni, il senso di massa ... carica di una sua corposa materialità”. Mancano purtroppo notizie attendibili della provenienza, e si sa soltanto che la scultura entrò nella collezione universitaria in data compresa fra il 1822 e il 1828.
Materiale
Bronzo
Tipologia
Originale
Ambito
Antico
Originale
ca. 460 a.C.
Copia
II sec. d.C.